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Contestualità del rigetto dell'istanza di amministrazione controllata e della dichiarazione di fallimento

09/04/2009 - La prima sezione civile della Corte di Cassazione, con la sentenza 6870/2009, stabilisce che l'impresa in difficoltà che chiede al giudice di poter usufruire dell'amministrazione controllata non può sperare di salvarsi dal fallimento se l'istanza viene respinta; a questo proposito non rileva che il richiedente non conosceva le conseguenze del rigetto in quanto, se sussistono le condizioni, la dichiarazione è un atto dovuto. La Cassazione ha affermato che il tribunale fallimentare, nel disattendere la domanda di ammissione dell'imprenditore all'amministrazione controllata, ha il potere-dovere, su istanza dei creditori, di dichiarare contestualmente il fallimento se sussistono le condizioni senza che si renda necessaria una nuova convocazione dell'imprenditore in camera di consiglio.

Fonte: Il Sole 24 Ore 

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